28/07/2010
Polpo Grosso.
Dopo Paul, il polpo indovino dei mondiali, un altro polpo è comparso sulla scena in questa arida estate italiana, il polpo Marchionne, quello che è riuscito a denudare la FIAT.
Quelli che si aspettavano di vedere una gran gnocca sono rimasti tremendamente delusi. La signora molto in là con gli anni presentava talmente tante grinze e sbarbendole che persino il telegiornale di italia uno si è rifiutato di trasmettere le immagini integrali.
Con grande sapienza il manager dei manager è riuscito finalmente a smembrare l'impero lasciando sul campo milioni di operai che improvvisamente hanno fatto il grande salto di qualità.
Fino al giorno prima erano operai, adesso sono tutti diventati padroni. Il genio si è inventato di sbaraccare gli impianti e di portarli in luoghi più compiacenti ed economici. Una scelta davvero inconsueta e degna di grandi elaborazioni cervellotiche. Nessuno avrebbe saputo fare di meglio.
La filosofia alla base di questa rivoluzione industriale è vista dal nostro regime come un punto di riferimento, la stella cometa dei re magi. E' così che il popolo italico ha cominciato il processo che porterà tutti gli abitanti di suddetto paese a smettere definitivamente di lavorare per diventare un popolo di professionisti, dirigenti, manager, imprenditori e padroni.
Era ora che qualcuno si assumesse la responsabiltà di dichiarare lo stato italiano uno stato di liberi imprenditori dove l'essere operaio è bandito e fuori legge.
Ora tutti chiaramente dovremo uscire dai confini e cercare nuovi operai da convincere a lavorare in nero, per quattro caramelle e zitti che se no ce ne andiamo a portare le nostre grandi capacità imprenditoriali da un'altra parte.
E' l'evoluzione della specie. I sogni dei nostri avi che si materializzano.
Ognuno sarà padrone e potrà decidere giorno per giorno cosa fare e, a parte il piccolissimo problema della fame, ognuno sarà libero di andare in cerca dei suoi operai dove minchia vuole.
So di un certo Pippo Lanzacarte che si è inventato di produrre cubetti di ghiaccio. Per risparmiare ha deciso di aprire la fabbrica al polo nord, grande idea. La sua fabbrica sfornava 80 mila quintali di cubetti al giorno, un record. L'unico inconveniente era che nessuno lassù li comprava. Il trasporto era troppo oneroso e dopo 300 km di viaggio i cubetti diventavano improvvisamente acqua. Nonostante una campagna di incentivi all'acquisto, gli esquimesi non volevano saperne di riempirsi gli igloo di cubetti di ghiaccio e così ha lasciato intendere di voler dichiarare bancarotta. Davanti all'ipotesi di vedere tutta quella gente licenziata il governo dell'Alaska ha chiesto l'intervento di un supervisore.
Per risolvere la vertenza è stato chiamato il Polpo Grosso che previo lauto compenso ha trovato la soluzione perfetta. Ha spiegato agli operai esquimesi che o si davano da fare per comprare cubetti oppure avrebbe chiuso lo stabilimento e portato l'impresa in Canada. Un voto interno ha deciso che piuttosto che chiudere la baracca molti avrebbero cominciato a comprare cubetti.
Ogni operaio avrebbe usato il 50% dello stipendio per comprare cubetti di ghiaccio assolutamente inutili. Nonostante il nuovo decorso le cose non sembravano migliorare, c'erano sempre tonnellate di cubetti invenduti da smaltire. Con l'aiuto statale si riuscì a raggiungere quasi il pareggio dei bilanci, ma nel frattempo al signor Lanzacarte gli era passata la voglia di fare cubetti, ora aveva una nuova idea in testa, fabbricare castelli di sabbia nel deserto.
Per poter realizzare il suo nuovo sogno aveva bisogno di capitali e così decise di compiere il passo finale.
Attraverso vie legali, incolpando del fallimento i gelidi sindacati nordisti, è riuscito a farsi pagare dall'Alaska un buono uscita milionario a patto però che lui non mettesse mai più piede sul suolo artico.
Adesso il signor Lanzacarte vive alle Sei-celles spaparanzato su un'amaca con due schiavetti che gli fanno aria ai lati. Del progetto dei castelli di sabbia se ne parlerà più avanti quando avrà finito il gruzzolo derubato agli esquimesi.
La lezione del Polpo Grosso è stata illuminante. Non è importante quello che fai, difatti lui non fa un cazzo, è importante trovare qualcuno che paghi. Il sublime meccanismo è entrato di diritto nella mentalità del bravo imprenditore e legittimato dalla nuova costituzione.
Articolo uno:
L'Italia è un paese sfondato sul lavoro... degli altri.
Dr Destino.
08:00
Scritto da : jazzfreddo
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